Comandante

Data

14 Dic 2023
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20:30

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CINEFORUM

Comandante

DURATA: 2 ore
(da mymovies.it)


1940, Seconda Guerra Mondiale. Salvatore Todaro è un comandante della Marina Militare con un destino inscritto nel nome, a capo del sommergibile Cappellini nonostante un incidente gli abbia provocato forti dolori alla schiena che lo autorizzerebbero ad accettare la pensione di invalidità (come la moglie Rina, stanca di saperlo lontano e in pericolo, vorrebbe che facesse). Ma il comandante Todaro non sa stare lontano dai flutti. Durante la sua ennesima missione avvista una nave belga che, malgrado il Belgio sia formalmente neutrale, attacca il sommergibile italiano. Il comandante e la sua squadra rispondono al fuoco e affondano la nave. Ma Todaro decide di mettere in salvo i naufraghi, agganciandoli al suo sommergibile per trascinarli verso il porto neutrale e sicuro di Santa Maria delle Azzorre, e accettando il rischio di navigare in emersione fino a destinazione: perché la legge del mare per lui conta di più della legge della guerra.
Il racconto che Edoardo De Angelis, regista e cosceneggiatore insieme allo scrittore Sandro Veronesi, fa di questo episodio di storia vera e di questa figura di militare sui generis si pone in controtendenza rispetto ai sovranismi basati sulla prevaricazione, rivendicando il valore del soccorso come fondante dell’identità italiana

Anche l’accento sulla composizione variegata della sua compagine, riflessa nei tanti accenti regionali dei personaggi, rimanda all’intenzione educativa del libro “Cuore”, che identificava l’unità nazionale in una collettività di provenienze, ognuna con il proprio portato.

De Angelis si butta in questa avventura con sprezzo del pericolo e un pizzico di follia, anche produttiva (una cordata che fa il paio con la ciurma del Cappellini), utilizzando effetti speciali da kolossal d’oltreoceano, ma mantenendo una dimensione artigianale e un senso pittorico tutti italiani.

Pierfrancesco Favino resta saldamente alla guida di una storia a tratti didascalica e altisonante, il cui potenziale “cringe” è a volte notevole, in quest’epoca di cinismi e disillusioni. E naturalmente Comandante è ad alto rischio di vedersi accomunato alla retorica più superficiale intorno al nazionalismo, quando invece è un cavallo di Troia, poiché il messaggio contenuto nella sua confezione da kolossal bellico, e certe dichiarazioni pronte per i meme, si muovono in direzione ostinata e contraria.

La fotografia, del consueto sodale Ferran Paredes Rubio, ricorda U-Boot 96 di Petersen ma anche il Querelle de Brest di Fassbinder, perché Todaro è soggetto a visioni fantasmagoriche che alludono alla sua capacità di ragionare sul lungo termine, non solo sull’emergenza momentanea, come da abitudine contemporanea.

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