Wonka

Data

26 Dic 2023
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16:00

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CINEFORUM

Wonka

DURATA: 1 ora e 56 minuti

(da mymovies.it)

Il giovane Willy Wonka arriva in città con pochi denari e una tavoletta di cioccolata nel cilindro a metà fra il cappello del prestigiatore e la borsa di Eta Beta. Il suo sogno è aprire una grande cioccolateria nella piazza in cui però coesistono già tre mastri cioccolatai che fanno cartello fra di loro e non ammettono un nuovo concorrente: soprattutto uno che con i suoi cioccolatini riesce a far volare i clienti. Willy soggiorna presso una locanda la cui proprietaria gli fa firmare un contratto pieno di clausole che lo vincolano a lavorare per anni nella sua lavanderia, dove soggiornano anche altri malcapitati ingannati allo stesso modo in epoche diverse. Fra di loro c’è Noodle, una ragazzina che è stata recuperata dall’ostessa nel cassonetto dei panni da lavare e che è costretta a ripagare tanta generosità con il ruolo di schiava della locanda. Al gruppetto non resta che unire le forze e tenersi stretti i propri sogni, sperando un giorno di realizzarli tutti.
Questa volta alla regia c’è Paul King, che tira fuori tutta la sua britannicità e si richiama apertamente alla minisaga di Paddington, da lui magistralmente diretta. King sceglie la strada della favola tout court e crea un protagonista buono e ingenuo, facile preda dei malintenzionati ma determinato a non abbattersi mai: un sognatore con un’immaginazione che gli consente di superare ogni difficoltà passando su ogni ingiustizia con leggerezza.

Ed è leggerissimo Timothée Chalamet, che nei panni di Willy salta e balla come un pupazzetto da teatrino vittoriano, e canta canzoni scritte apposta per quello che è a tutti gli effetti un musical, oltre ai due motivi indimenticabili dei film precedenti: “Pure imagination” e “Oompa Loompa”. E a proposito di ooompa loompa, qui ce n’è uno solo ma vale per cento, perché ha l’umorismo e l’autoironia di Hugh Grant.

È proprio da questo dettaglio che si intuisce quale sia il problema di Wonka, ovvero il tradimento dello spirito sarcastico e iconoclasta di Dahl che è sempre piaciuto tanto ai bambini (e ai grandi) di tutto il mondo. King fa del suo Willy un elfo gentile senza un briciolo di cattiveria o di (spassoso) cinismo, lasciando che i cattivi siano solo i componenti del “cartello del cioccolato” e la locandiera che la mitica Olivia Colman interpreta come un incrocio fra la Trinciabue di Matilda sei mitica e la Mrs. Lovett di Sweeney Todd.

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